Ho fondato i City Angels nel 1994. Ma le mie esperienze di impegno sociale risalgono a molto prima.

impegno sociale

 C’è un episodio che, più di qualunque altro, mi fece capire quale sarebbe stata la mia strada.

Era il 1973 e avevo 8 anni. In televisione vedevo le immagini dell’ultima rivolta indiana a Wounded Knee nel South Dakota. Stesso posto in cui, nel 1890, centosessanta pellerossa – soprattutto donne, bambini e anziani – vennero brutalmente massacrati dall’esercito americano. Guardavo le immagini sgranate, in bianco e nero, dei guerrieri Sioux che, fucile in mano, affrontavano i carri armati, e mi veniva spontaneo stare dalla loro parte. Dalla parte delle vittime, che lottavano contro l’oppressore per i loro diritti.
Avrei voluto imbracciare un fucile, prendere l’aereo, unirmi a loro e combattere al loro fianco. Sentivo nascere dentro di me un senso di rivolta contro le ingiustizie. Contro la violenza del più forte contro il più debole.

A quel tempo abitavo ad Albissola, in Liguria, e la mia casa era in collina. Durante la stagione venatoria sembrava d’essere in guerra: la mattina venivo svegliato dagli spari dei cacciatori, che proseguivano fino al tramonto.

L’impegno sociale: così nacquero i City Angels

Non potevo lottare al fianco degli indiani in America ma potevo lottare per salvare gli uccellini. Presi ad andare in collina a smontare i capanni dei cacciatori di nascosto, per non farmi vedere. Una sera un cacciatore mi sorprese e mi gonfiò la faccia di schiaffi. Tornai a casa in lacrime, ma giurando a me stesso che avrei dedicato la vita a combattere. Dalla parte dei più deboli, animali o uomini che fossero.

Poco dopo, a scuola, vedo una locandina con fotografie di animali e la scritta Oggi Noè si chiama Wwf. Pensando agli uccellini massacrati dai cacciatori, mi iscrivo all’associazione. E dopo qualche anno divento un suo attivista.
Successivamente, a 20 anni, conosco Fratel Ettore Boschini, un frate camilliano che gestiva un dormitorio per senzatetto sotto  la Stazione Centrale di Milano. Divento un suo volontario nel dormitorio. E’ stato proprio lui, Fratel Ettore, a spingermi a creare i City Angels. 

Nel 1994 i City Angels hanno iniziato la loro attività con Fratel Ettore in Stazione. Oggi sono presenti in tutta Italia e nella Svizzera italiana, ed aprire nuove sedi è la mia missione. Perché in ogni città c’è bisogno di Angeli. I City Angels sono volontari di strada d’emergenza. Si occupano soprattutto di due cose: aiutare i senzatetto e contrastare la criminalità. E l’esperienza dei City Angels è sfociata nella creazione del Wilding, l’autodifesa istintiva.

Per il mio impegno sociale, sono stato nominato socio onorario di due Rotary Club, il Milano Porta Venezia e il Trezzano San Carlo. Del Lions Club Milano Via della Spiga. E ho ricevuto vari premi tra cui l’Ambrogino d’Oro, l’Ambassador for Peace, il Paul Harris Fellow del Rotary Club e il Premio Carlo Porta come milanese che ha onorato la sua città.